|
|
| Piano energetico regionale |
| Approvato con delibera assembleare n. 141 del 14 novembre 2007 |
|
|
Uso efficiente dell’energia, risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riqualificazione del sistema elettrico. E ancora, nuove tecnologie nell’industria, certificazione energetica degli edifici, sviluppo dei servizi di energy management. Sono i punti chiave del nuovo Piano Energetico Regionale della Regione Emilia-Romagna. derivato dalla Legge regionale n. 26 del 2004, il PER si muove sulla linea del “Protocollo di Kyoto ” che impone la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti). Per concorrere a questo risultato, il Piano definisce gli obiettivi di risparmio energetico dei diversi settori (il settore residenziale contribuisce per un terzo, il settore dei trasporti per il 40%, l’industria per il 25%) e prevede un primo stanziamento regionale di 90 milioni di euro in tre anni. Il Piano non parte da zero. Ricordiamo l’avvenuta trasformazione del parco termoelettrico regionale con l’adozione delle nuove tecnologie ad alta efficienza alimentate a metano, in sostituzione delle vecchie centrali alimentate ad olio combustibile. Ciò ha prodotto, oltre che una riduzione del 50% delle emissioni inquinanti per kWh prodotto, un significativo aumento di energia prodotta, portando in pareggio il bilancio elettrico regionale che segnava un deficit del 60% solo nel 1998. Sul fronte della produzione la strada indicata è quella di sviluppare le fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermia, biomasse) e gli impianti di “generazione distribuita” ad alta efficienza basati sulla tecnologia della cogenerazione di piccola taglia e del teleriscaldamento. In assenza di interventi correttivi, l’Emilia Romagna, con un consumo interno annuo oggi pari a 18 milioni di TEP (di cui il 70% d’importazione) rischierebbe di trovarsi sempre più dipendente da fonti esterne, con rischi di black out e con una situazione ambientale in continuo peggioramento. Gli strumenti di intervento per la attuazione del PER riguardano innanzitutto l’emanazione di nuove norme sul rendimento energetico degli edifici, con standard più stringenti rispetto al passato nonché di un sistema di incentivi per l’accelerazione degli interventi di razionalizzazione energetica, per la promozione di servizi avanzati, di formazione e di informazione. Si prevede inoltre di introdurre la certificazione energetica degli edifici e si stabilisce che negli insediamenti pubblici, l’approvvigionamento energetico avvenga valorizzando al massimo le fonti rinnovabili. A tal fine la Regione avvierà un piano per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e contribuirà ad introdurre nelle procedure di appalto nuove norme di risparmio energetico. Il Piano punta allo sviluppo delle aree “ecologicamente attrezzate”, dotate di impianti e servizi energetici comuni mentre, per il settore agricoltura, viene previsto un nuovo programma per l’“agroenergia” a partire dalle esigenze poste dalla riconversione del settore bieticolo-saccarifero. Un ruolo decisivo è poi assegnato alle politiche per la razionalizzazione energetica del settore dei trasporti , a partire dalla sostituzione del trasporto su gomma con il trasporto su ferro.
|
|
|